Comunhão dos Santos,Comunión de los Santos, Communion of Saints, Comunione dei Santi

quarta-feira, 6 de março de 2013

Dinanzi a Dio - La preghiera Di A. Guillerand, monaco certosino

Dinanzi a Dio - La preghiera

1 - Necessità
2 - Definizione
3 - La fruttuosa grandezza della preghiera
4 - Forme della preghiera
5 - Perché la preghiera
6 - Le qualità della preghiera: l'incendio d'amore
7 - Il timore riverenziale nella preghiera
8 - L'attenzione nella preghiera
9 - Fiducia e perseveranza
10 - Umiltà e purezza della preghiera
11 - L'umiltà nella preghiera
12 - Semplicità e preghiera
13 - La compunzione nella preghiera
14 - La preparazione alla preghiera
15 - Ciò che forza Dio ad ascoltarci
16 - Gli effetti della preghiera
17 - Quando conviene pregare?
18 - Il luogo della preghiera
19 - Che cosa domandare quando si prega
20 - Preghiere lunghe o corte
21 - Bisogna importunare Dio con le nostre domande?
22 - La presentazione davanti a Dio
23 - Gli aiuti della preghiera
24 - Le ali della preghiera
25 - Le preghiere sterili
26 - La preghiera di lode
27 - La più bella lode di Dio
28 - Lode a Dio infinitamente buono
29 - Lode alla vita
30 - Lode alla Sapienza increata
31 - Lode alla divina Verità
32 - Lode di tutte le perfezioni divine
33 - Lode alla divina Misericordia

Dinanzi a Dio: La Preghiera


Di A. Guillerand, monaco certosino

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Capitolo I


NECESSITA'


La preghiera è il dovere di tutti gli istanti: " Bisogna pregare sempre ", ha detto Gesù. E ciò che egli ha detto l'ha fatto: poiché in Lui - e questa è la sua forza - gli atti accompagnano sempre le parole e le eguagliano.

Bisogna incessantemente pregare per custodire noi stessi. La vita è in noi come un fiore fragile, sia quella del corpo sia quella dell'anima, la vita naturale e la vita soprannaturale. Noi viviamo circondati da nemici: tutto per noi è divenuto ostacolo e pericolo da quando abbiamo rigettato la Luce che illumina il cammino: Humbra mortis. Invece di mostrarci il Creatore e di condurci a Lui, le cose mostrano se stesse e ci arrestano a loro. Il demonio, al quale le abbiamo follemente abbandonate, abbandonando noi stessi a lui, ci parla mediante tutte le loro voci; la sua ombra oscura la loro trasparenza; attraverso le loro forme affascinanti noi non ricerchiamo più la Bellezza che esse riflettono, ma il piacere e la soddisfazione che possono offrirci. Il nemico è in noi, più ancora che alle nostre porte; è alle nostre porte poiché è in noi; siamo noi stessi che l'abbiamo introdotto. Volgendoci verso di lui abbiamo distolto da Dio il mondo intero. Ecco perché il mondo è contro di noi; ce l'ha con noi; ci è diventato ostile... e non senza ragione. Con e attraverso il mondo abbiamo scatenato in noi e in tutto la guerra.

Ciò che si è prodotto in tale momento è spaventoso, ma normale. Oh, quale profonda definizione della pace si ha in sant'Agostino! Soprattutto in quest'ora nella quale il mondo intero è sconvolto fin nelle sue più intime fibre, nella quale gli uomini e le cose ? ma le cose a causa degli uomini ? non servono più ad altro che per uccidere e per distruggere, (allusione alla seconda guerra mondiale allora in corso) come bisognerebbe meditare queste parole nella cui sonorità si è impressa la calma che esse esprimono: " La pace è la tranquillità dell'ordine "!

L'ordine è il permanere degli esseri nel posto che loro compete: al di sopra di tutti, il Principio che li ha fatti, e tutti rivolti verso di Lui per ricevere, ad ogni istante, l'essere che comunica loro, ringraziandolo e benedicendolo.

Ecco ciò che aveva fatto: ecco l'ordine e la pace; ecco ciò che era nella sua realtà profonda, il paradiso terrestre. Ecco ciò che sarà un giorno, per coloro che avranno compreso e ripreso questa attitudine, il paradiso terrestre.

Ho visto una bestia sperduta, inseguita e spaventata, che varcava la porta lasciata aperta di un giardino in fiore. Quale disastro dopo il suo passaggio! Questa è l'immagine ? se pur presa a un livello molto inferiore ? dell'anima che si apre alla bestia del mondo, dopo che i nostri progenitori si sono distolti da Dio per ascoltare il demonio.

Da allora, noi siamo un paese invaso: è necessario liberarci, gettare il nemico fuori, distoglierci da lui e ritornare verso Dio. Bisogna farlo senza esercito, senza forza organizzata, con delle facoltà che sono dissociate, con una vita diminuita, e dei nemici o degli indifferenti da ogni parte.

La nostra impotenza è la più completa che si possa immaginare... senza Dio. Da ciò la necessità della preghiera e la raccomandazione così pressante del Salvatore: " Bisogna pregare e pregare sempre ". Da ciò la sua dichiarazione schiacciante: "Senza di me non potete nulla ". Da ciò il suo invito che consola e conforta: " Venite a me ".

La preghiera è la risposta dell'anima che viene, dice la propria miseria, chiede soccorso, luce per lo spirito, forza per la volontà, sottomissione delle passioni all'anima superiore, e di questa a Dio, ordine e pace.

Dio dice: " Io sono e resto Padre, io ti amo, io ti attendo, vieni ". L'anima risponde: " Mio Dio, non ne posso più, vieni tu stesso ".

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http://www.certosini.info/preghiera/medit/guillerand/guillerand_01.htm

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